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giovedì 12 febbraio 2015

Il colore come forma di espressione

Se fossi un colore, sarei...marrone, come la terra da cui crescono piante, fiori e frutti. 


Ma soprattutto arancione, come le foglie più belle in autunno, la stagione che preferisco.


Oppure giallo, come il sole quando è veramente sole: riscalda, accalora, ma scotta anche. 


Infine rosso, perché rosso è per convenzione l'amore, il cuore sbavato col pennarello nei disegni dei bambini.

Poi ci sono quelle tinte che o le ami o le odi. Il fucsia, per esempio. Io lo adoro, ma per anni non ho potuto vederlo. Mi sapeva di finto. Adesso invece mi sa di: wow!


O il nero, che proprio non lo tollero, ma c'è gente che si veste solo de noir.


Che colore immaginate per la vostra personalità?
Anche le emozioni e gli stati d'animo possono rendersi visibili attraverso i colori. A volte non serve nemmeno la forma. Basta una pennellata più o meno corposa. Un incontro impensato tra tinte. Qualcosa che non ha nulla a che vedere con la scala cromatica che ci facevano studiare alle elementari: colori primari e colori secondari - io tra l'altro temo di non averla mai imparata - ma che in fondo da essa discende.


E chissà se Cristian Febbrari li ha fatti questi ragionamenti, se si è affidato a un metodo o all'onda di un impulso. Probabilmente entrambe le cose. Perché è col sentimento forgiato dalla regola che nasce lo stile e magari si tramuta in arte.
Cristian è un emergente di pittura eclettica e astratta, fatta per lo più di colori ma attraverso i più svariati materiali. 


La sua personale verrà inaugurata domenica 15 febbraio nello spazio de L'Altra Arte (via N. Sauro, Bagnolo Mella).


lunedì 6 ottobre 2014

Il paesaggio dell'informale

Ecco un'altra mostra che mi sento di segnalarvi. La collettiva del gruppo NaturArte, che si terrà nello spazio espositivo L'altra arte (Bagnolo Mella, Bs). Un percorso, quello che ha dato vita ai quadri esposti, che per tutti i membri del team, capeggiato da Fiorenzo Bellina, è iniziato con la natura. E con la consapevolezza che la creatività non può fare a pugni con l'ecologia. Il progetto del gruppo parte infatti come laboratorio floreale, che accosta i fiori a svariate discipline, dalla pittura alla cucina e la moda, per arrivare però a farsi strada di formazione, sia artistica sia psicologica. Tratti in realtà inseparabili, visto che il seno dell'arte è composto da tecnica e creatività, l'una apprendibile, l'altra congenita ma non innata. Entrambe  richiedono stimoli e costanza, chiamando quindi in causa la collaborazione della mente. Ecco perché la psicologia è così implicata: l'arte si fa costante riflesso di stati dell'anima, oltre che espressione di umori sociali e culturali.


Secondo il gruppo NaturArte, la perfezione rintracciabile nella massima abilità tecnica è il ritratto stesso della natura, che è anche la fonte primaria di ispirazione e riferimento degli antichi. E la creatività è una risorsa da coltivare, esattamente come i fiori. Ognuno la sviluppa secondo esigenze personali e ambientali. C'è il fiore a cui serve tanta acqua e quello che non ti perdona se un giorno dimentichi di annaffiarlo. C'è poi la pianta che non vuole quasi mai bere e ti chiede di non disturbarla con l'innaffiatoio. C'è l'albero che fiorisce a marzo, quello che matura a maggio, o che perde le foglie già ad agosto, e quello che rimane sempre verde. E così ci sono le piante che stanno bene al sole e quelle che non lo sopportano, quelle che crescono al freddo e quelle che resistono alle temperature tropicali.
Non tutti siamo artisti, ma tutti possiamo avvicinarci all'arte, conoscerla e attingere ai suoi elementi. E' il come, prima ancora del perché e del che cosa, che scriverà il nostro nome sulla pietra o sulla sabbia.
E così in una mostra si ripercorrono l'ingenuità e la scaltrezza della natura  negli occhi dell'uomo, con tecniche di pittura gestuale - che elimina la mediazione del pennello, per un incontro diretto tra la tela e il colore - accanto a produzioni più pensate e composte. L'esposizione parte domenica 12 ottobre, per chiudere il 7 novembre. In via N. Sauro 20/22 a Bagnolo Mella.



domenica 22 giugno 2014

Diffidare degli occhi

E’ un illuso chi pensa di sapere esattamente quale sia il suo aspetto. Gli occhi sono i più crudeli traditori. Arrivano a ingannare una sorella: quella mente ospitata nello stesso corpo di cui essi sono le finestre sul mondo esterno. Per questo bisogna rassegnarsi al fatto che l’immagine che di sé si vede allo specchio non è la stessa che percepiscono gli altri.
Vi è mai capitato di vedervi diversi in fotografia? E’ l’effetto di un’esternalizzazione, non solo ottica ma anche cerebrale. Ma cosa accade se quello stesso volto, quello stesso corpo, sono doppiamente filtrati? Non solo da un altro sguardo (che potrebbe essere la macchina fotografica), ma anche da un altro cervello. Si chiama ritratto. Qualcosa che va oltre la storia dell’arte e della fotografia. Qualcosa che entra nelle intercapedini dell’essere e della vita. Perché la mente, cari miei, non è per niente infallibile. Ma questo l’avrete già sperimentato o lo sperimenterete tutti, prima o poi. Ecco perché sono sempre esistiti i supporti mediatici. Appunto come ancelle per quelle funzioni che il cervello non è totalmente in grado di svolgere da solo: comunicare, ricordare, immaginare…
Ma torniamo al ritratto. I ricchi un tempo se lo facevano fare per conservare l’immagine e la memoria delle loro famiglie. Assoldavano pittori e artisti. E stavano in posa per ore intere. Poi è arrivata la fotografia e ora i genitori immortalano i loro pargoli con video e scatti dai cellulari. Rimarranno nella storia o si perderanno nel flusso di stimoli iconici che ci riempiono gli occhi ma prima o poi deperiscono?


Di certo il lato più affascinante del ritratto è che in esso si racchiude quella differenza magica e ineffabile tra realtà e percezione, visione propria e altrui, mondo interiore ed esteriore.
E al ritratto Daniela Braga, una mia amica appassionata d’arte e di fotografia, ha dedicato una serie di eventi che si stanno svolgendo nell’atelier L’altra arte di Delfina Platto. Il prossimo incontro sarà mercoledì 25 giugno, in via Nazario Sauro 20/22 (Bagnolo Mella, BS). Titolo: “Il ritratto nella fotografia”.




Ospite d’onore sarà il fotografo Erminando Aliaj, ritrattista professionista, specializzato nella moda e attivo nell’ambito della musica. Aliaj insegna all’Accademia del Lusso di Milano e nel corso della serata ripercorrerà dapprima la parte storica del ritratto nella fotografia e poi il legame con il mondo della moda. Un modo per capire, anche grazie alle opere di Erminando, le differenze tra pittura e fotografia nella ritrattistica. L’ingresso è gratuito, quindi conviene proprio farci un salto. Anche perché poi seguirà, il 9 luglio, il workshop “Riflessi allo specchio”, un laboratorio creativo in cui ai partecipanti verrà chiesto di lavorare sul proprio autoritratto.



                                                      Foto di Erminando Aliaj